{"id":4981,"date":"2023-12-04T11:11:45","date_gmt":"2023-12-04T10:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgo40.eu\/?p=4981"},"modified":"2023-12-04T11:56:29","modified_gmt":"2023-12-04T10:56:29","slug":"guida-autonoma-una-sfida-globale-da-400-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgo40.eu\/en\/guida-autonoma-una-sfida-globale-da-400-miliardi\/","title":{"rendered":"Guida autonoma, una sfida globale da 400 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>Automotive. Lo scenario e le stime per il settore: entro il 2035 la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari. Sono le stime del McKinsey Center for Future Mobility di Washington . Per la sicurezza, la previsione \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati (nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida) consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040.<\/p>\n<p>Intanto lo stop di Gm al progetto a San Francisco (8 miliardi di rosso dal 2016) riapre la discussione sul modello di sviluppo per la nuova mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Soltanto tre mesi fa Kyle Vogt, 38 anni, l\u2019ormai ex ceo (e fondatore) di Cruise, compagnia di robotaxi controllata da General Motors, raccontava di una bambina investita e uccisa a San Francisco. E sosteneva che l\u2019unico modo per limitare il numero delle vittime della strada \u00e8 affidarsi alla guida autonoma. Poche settimane dopo, Cruise \u00e8 stata costretta a fermare i suoi 950 taxi a guida autonoma (Livello 4 della classificazione Sae, Society of Automotive Engineers) in servizio da agosto. Motivo: il 2 ottobre un altro veicolo aveva investito un pedone, sbalzato sotto le ruote del robotaxi. Quest\u2019ultimo aveva trascinato la donna per alcuni metri. Vogt si \u00e8 dimesso il 19 novembre lasciando una compagnia in perdita per 8 miliardi di dollari dal 2016 e per oltre 700 milioni solo nell\u2019ultimo trimestre. \u00abLa domanda giusta &#8211; commenta il professor Sergio Savaresi, docente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano &#8211; dovrebbe essere questa: un umano avrebbe potuto evitare quell\u2019incidente? La risposta \u00e8 no. I robotaxi di Cruise fanno pi\u00f9 incidenti dei taxi normali? No. Questo \u00e8 un caso in cui il bene del singolo gioca contro il bene della collettivit\u00e0\u00bb. Insomma, d\u00e9b\u00e2cle definitiva? Ancora no. Il punto \u00e8 che la tecnologia c\u2019\u00e8. Il problema \u00e8 creare l\u2019ecosistema per dei mezzi che prevedono tutto tranne l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019essere umano. Intanto, la concorrente di Cruise, Waymo, va avanti. \u00abOffriamo decine di migliaia di corse a pagamento a settimana 24 ore su 24 a San Francisco e Phoenix e i nostri passeggeri hanno effettuato oltre 700mila viaggi completamente autonomi quest\u2019anno\u00bb, spiega al Sole 24 Ore un portavoce della societ\u00e0 di Alphabet, holding che controlla Google. \u00abAbbiamo risolto molte delle sfide tecniche e ora ci concentriamo sulla trasformazione dei veicoli autonomi in un business in espansione\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra big tech in campo: Amazon. O meglio, Zoox, la sua controllata con sede a Foster City, California, acquisita nel 2020 per una cifra dichiarata di 1 miliardo di dollari, attiva dal 2014. Sta lavorando su un robotaxi senza volante n\u00e9 pedali, i cui test sulle strade pubbliche sono iniziati a febbraio. \u00ab\u00c8 progettata da zero per i clienti, non per un \u201cguidatore umano\u201d\u00bb, spiega Roberto Dlacic, l\u2019ingegnere che ha progettato la Renault tre volte campione del mondo di Formula E, oggi in Zoox. L\u2019obiettivo? Rendere le strade pi\u00f9 sicure. Il robotaxi di Zoox utilizza anche telecamere, radar e lidar come sensori ed \u00e8 costruito appositamente fin dall\u2019inizio per la guida autonoma. Da zero. Il risultato naturale dovrebbe essere un servizio pubblico, come Uber. L\u2019azienda californiana testa la sua tecnologia anche con veicoli tradizionali adattati come la Toyota Highlander. La lista dei player della guida autonoma potrebbe finire qui. I pi\u00f9 importanti costruttori, impegnati nel passaggio all\u2019elettrico (Bmw, MercedesBenz, Hyundai, Polestar), sono un gradino sotto i robotaxi: il livello 3, il primo a parziale automazione. E Tesla? Con il suo discusso Autopilot (per gli incidenti e i relativi processi) \u00e8 al livello 2. Quest\u2019anno il ceo Elon Musk ha rilanciato, parlando di veri progressi entro il 2024. Quando potremo vedere davvero auto a guida autonoma nelle nostre citt\u00e0? Secondo un recente studio del McKinsey Center for Future Mobility non prima del 2030 (attenzione, solo il 2% sul totale del parco circolante in uno scenario base oppure meno del 10% in uno scenario accelerato). Con maggiore certezza entro il 2035 (tra il 20 e il 25% nello scenario base, intorno al 50 nello scenario accelerato). \u00abLe funzionalit\u00e0 di guida autonoma &#8211; spiega Michele Bertoncello, partner McKinsey offriranno maggiori possibilit\u00e0 di trasporto condiviso in citt\u00e0, riducendo la congestione e lo spazio dedicato alle vetture \u201cnon in movimento\u201d, visto che una vettura privata tipicamente rimane inutilizzata il 96% del tempo, e implementando funzionalit\u00e0 che riducano significativamente gli incidenti\u00bb. Proprio entro il 2035, la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari, sempre secondo McKinsey. E la maggiore sicurezza? La previsione degli esperti della Foundation for Traffic Safety di Washington \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040.<\/p>\n<div><iframe loading=\"lazy\" class=\"embed-pdf-viewer\" src=\"https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AUTO-A-GUIDA-AUTONOMA-SFIDA-GLOBALE.pdf\" height=\"960\" width=\"100%\" title=\"AUTO A GUIDA AUTONOMA, SFIDA GLOBALE\"><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AUTO-A-GUIDA-AUTONOMA-SFIDA-GLOBALE.pdf\" title=\"AUTO A GUIDA AUTONOMA, SFIDA GLOBALE\">AUTO A GUIDA AUTONOMA, SFIDA GLOBALE<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Automotive. Lo scenario e le stime per il settore: entro il 2035 la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari. Sono le stime del McKinsey Center for Future Mobility di Washington . Per la sicurezza, la previsione \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati (nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida) consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040. Intanto lo stop di Gm al progetto a San Francisco (8 miliardi di rosso dal 2016) riapre la discussione sul modello di sviluppo per la nuova mobilit\u00e0. Soltanto tre mesi fa Kyle Vogt, 38 anni, l\u2019ormai ex ceo (e fondatore) di Cruise, compagnia di robotaxi controllata da General Motors, raccontava di una bambina investita e uccisa a San Francisco. E sosteneva che l\u2019unico modo per limitare il numero delle vittime della strada \u00e8 affidarsi alla guida autonoma. Poche settimane dopo, Cruise \u00e8 stata costretta a fermare i suoi 950 taxi a guida autonoma (Livello 4 della classificazione Sae, Society of Automotive Engineers) in servizio da agosto. Motivo: il 2 ottobre un altro veicolo aveva investito un pedone, sbalzato sotto le ruote del robotaxi. Quest\u2019ultimo aveva trascinato la donna per alcuni metri. Vogt si \u00e8 dimesso il 19 novembre lasciando una compagnia in perdita per 8 miliardi di dollari dal 2016 e per oltre 700 milioni solo nell\u2019ultimo trimestre. \u00abLa domanda giusta &#8211; commenta il professor Sergio Savaresi, docente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano &#8211; dovrebbe essere questa: un umano avrebbe potuto evitare quell\u2019incidente? La risposta \u00e8 no. I robotaxi di Cruise fanno pi\u00f9 incidenti dei taxi normali? No. Questo \u00e8 un caso in cui il bene del singolo gioca contro il bene della collettivit\u00e0\u00bb. Insomma, d\u00e9b\u00e2cle definitiva? Ancora no. Il punto \u00e8 che la tecnologia c\u2019\u00e8. Il problema \u00e8 creare l\u2019ecosistema per dei mezzi che prevedono tutto tranne l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019essere umano. 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Sta lavorando su un robotaxi senza volante n\u00e9 pedali, i cui test sulle strade pubbliche sono iniziati a febbraio. \u00ab\u00c8 progettata da zero per i clienti, non per un \u201cguidatore umano\u201d\u00bb, spiega Roberto Dlacic, l\u2019ingegnere che ha progettato la Renault tre volte campione del mondo di Formula E, oggi in Zoox. L\u2019obiettivo? Rendere le strade pi\u00f9 sicure. Il robotaxi di Zoox utilizza anche telecamere, radar e lidar come sensori ed \u00e8 costruito appositamente fin dall\u2019inizio per la guida autonoma. Da zero. Il risultato naturale dovrebbe essere un servizio pubblico, come Uber. L\u2019azienda californiana testa la sua tecnologia anche con veicoli tradizionali adattati come la Toyota Highlander. La lista dei player della guida autonoma potrebbe finire qui. I pi\u00f9 importanti costruttori, impegnati nel passaggio all\u2019elettrico (Bmw, MercedesBenz, Hyundai, Polestar), sono un gradino sotto i robotaxi: il livello 3, il primo a parziale automazione. E Tesla? Con il suo discusso Autopilot (per gli incidenti e i relativi processi) \u00e8 al livello 2. Quest\u2019anno il ceo Elon Musk ha rilanciato, parlando di veri progressi entro il 2024. Quando potremo vedere davvero auto a guida autonoma nelle nostre citt\u00e0? Secondo un recente studio del McKinsey Center for Future Mobility non prima del 2030 (attenzione, solo il 2% sul totale del parco circolante in uno scenario base oppure meno del 10% in uno scenario accelerato). Con maggiore certezza entro il 2035 (tra il 20 e il 25% nello scenario base, intorno al 50 nello scenario accelerato). \u00abLe funzionalit\u00e0 di guida autonoma &#8211; spiega Michele Bertoncello, partner McKinsey offriranno maggiori possibilit\u00e0 di trasporto condiviso in citt\u00e0, riducendo la congestione e lo spazio dedicato alle vetture \u201cnon in movimento\u201d, visto che una vettura privata tipicamente rimane inutilizzata il 96% del tempo, e implementando funzionalit\u00e0 che riducano significativamente gli incidenti\u00bb. Proprio entro il 2035, la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari, sempre secondo McKinsey. E la maggiore sicurezza? La previsione degli esperti della Foundation for Traffic Safety di Washington \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040. 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Poche settimane dopo, Cruise \u00e8 stata costretta a fermare i suoi 950 taxi a guida autonoma (Livello 4 della classificazione Sae, Society of Automotive Engineers) in servizio da agosto. Motivo: il 2 ottobre un altro veicolo aveva investito un pedone, sbalzato sotto le ruote del robotaxi. Quest\u2019ultimo aveva trascinato la donna per alcuni metri. Vogt si \u00e8 dimesso il 19 novembre lasciando una compagnia in perdita per 8 miliardi di dollari dal 2016 e per oltre 700 milioni solo nell\u2019ultimo trimestre. \u00abLa domanda giusta &#8211; commenta il professor Sergio Savaresi, docente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano &#8211; dovrebbe essere questa: un umano avrebbe potuto evitare quell\u2019incidente? La risposta \u00e8 no. I robotaxi di Cruise fanno pi\u00f9 incidenti dei taxi normali? No. Questo \u00e8 un caso in cui il bene del singolo gioca contro il bene della collettivit\u00e0\u00bb. Insomma, d\u00e9b\u00e2cle definitiva? Ancora no. Il punto \u00e8 che la tecnologia c\u2019\u00e8. Il problema \u00e8 creare l\u2019ecosistema per dei mezzi che prevedono tutto tranne l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019essere umano. Intanto, la concorrente di Cruise, Waymo, va avanti. \u00abOffriamo decine di migliaia di corse a pagamento a settimana 24 ore su 24 a San Francisco e Phoenix e i nostri passeggeri hanno effettuato oltre 700mila viaggi completamente autonomi quest\u2019anno\u00bb, spiega al Sole 24 Ore un portavoce della societ\u00e0 di Alphabet, holding che controlla Google. \u00abAbbiamo risolto molte delle sfide tecniche e ora ci concentriamo sulla trasformazione dei veicoli autonomi in un business in espansione\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra big tech in campo: Amazon. O meglio, Zoox, la sua controllata con sede a Foster City, California, acquisita nel 2020 per una cifra dichiarata di 1 miliardo di dollari, attiva dal 2014. Sta lavorando su un robotaxi senza volante n\u00e9 pedali, i cui test sulle strade pubbliche sono iniziati a febbraio. \u00ab\u00c8 progettata da zero per i clienti, non per un \u201cguidatore umano\u201d\u00bb, spiega Roberto Dlacic, l\u2019ingegnere che ha progettato la Renault tre volte campione del mondo di Formula E, oggi in Zoox. L\u2019obiettivo? Rendere le strade pi\u00f9 sicure. Il robotaxi di Zoox utilizza anche telecamere, radar e lidar come sensori ed \u00e8 costruito appositamente fin dall\u2019inizio per la guida autonoma. Da zero. Il risultato naturale dovrebbe essere un servizio pubblico, come Uber. L\u2019azienda californiana testa la sua tecnologia anche con veicoli tradizionali adattati come la Toyota Highlander. La lista dei player della guida autonoma potrebbe finire qui. I pi\u00f9 importanti costruttori, impegnati nel passaggio all\u2019elettrico (Bmw, MercedesBenz, Hyundai, Polestar), sono un gradino sotto i robotaxi: il livello 3, il primo a parziale automazione. E Tesla? Con il suo discusso Autopilot (per gli incidenti e i relativi processi) \u00e8 al livello 2. Quest\u2019anno il ceo Elon Musk ha rilanciato, parlando di veri progressi entro il 2024. Quando potremo vedere davvero auto a guida autonoma nelle nostre citt\u00e0? Secondo un recente studio del McKinsey Center for Future Mobility non prima del 2030 (attenzione, solo il 2% sul totale del parco circolante in uno scenario base oppure meno del 10% in uno scenario accelerato). Con maggiore certezza entro il 2035 (tra il 20 e il 25% nello scenario base, intorno al 50 nello scenario accelerato). \u00abLe funzionalit\u00e0 di guida autonoma &#8211; spiega Michele Bertoncello, partner McKinsey offriranno maggiori possibilit\u00e0 di trasporto condiviso in citt\u00e0, riducendo la congestione e lo spazio dedicato alle vetture \u201cnon in movimento\u201d, visto che una vettura privata tipicamente rimane inutilizzata il 96% del tempo, e implementando funzionalit\u00e0 che riducano significativamente gli incidenti\u00bb. Proprio entro il 2035, la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari, sempre secondo McKinsey. E la maggiore sicurezza? La previsione degli esperti della Foundation for Traffic Safety di Washington \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040. 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Lo scenario e le stime per il settore: entro il 2035 la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari. Sono le stime del McKinsey Center for Future Mobility di Washington . Per la sicurezza, la previsione \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati (nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida) consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040. Intanto lo stop di Gm al progetto a San Francisco (8 miliardi di rosso dal 2016) riapre la discussione sul modello di sviluppo per la nuova mobilit\u00e0. Soltanto tre mesi fa Kyle Vogt, 38 anni, l\u2019ormai ex ceo (e fondatore) di Cruise, compagnia di robotaxi controllata da General Motors, raccontava di una bambina investita e uccisa a San Francisco. E sosteneva che l\u2019unico modo per limitare il numero delle vittime della strada \u00e8 affidarsi alla guida autonoma. Poche settimane dopo, Cruise \u00e8 stata costretta a fermare i suoi 950 taxi a guida autonoma (Livello 4 della classificazione Sae, Society of Automotive Engineers) in servizio da agosto. Motivo: il 2 ottobre un altro veicolo aveva investito un pedone, sbalzato sotto le ruote del robotaxi. Quest\u2019ultimo aveva trascinato la donna per alcuni metri. Vogt si \u00e8 dimesso il 19 novembre lasciando una compagnia in perdita per 8 miliardi di dollari dal 2016 e per oltre 700 milioni solo nell\u2019ultimo trimestre. \u00abLa domanda giusta &#8211; commenta il professor Sergio Savaresi, docente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano &#8211; dovrebbe essere questa: un umano avrebbe potuto evitare quell\u2019incidente? La risposta \u00e8 no. I robotaxi di Cruise fanno pi\u00f9 incidenti dei taxi normali? No. Questo \u00e8 un caso in cui il bene del singolo gioca contro il bene della collettivit\u00e0\u00bb. Insomma, d\u00e9b\u00e2cle definitiva? Ancora no. Il punto \u00e8 che la tecnologia c\u2019\u00e8. Il problema \u00e8 creare l\u2019ecosistema per dei mezzi che prevedono tutto tranne l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019essere umano. Intanto, la concorrente di Cruise, Waymo, va avanti. \u00abOffriamo decine di migliaia di corse a pagamento a settimana 24 ore su 24 a San Francisco e Phoenix e i nostri passeggeri hanno effettuato oltre 700mila viaggi completamente autonomi quest\u2019anno\u00bb, spiega al Sole 24 Ore un portavoce della societ\u00e0 di Alphabet, holding che controlla Google. \u00abAbbiamo risolto molte delle sfide tecniche e ora ci concentriamo sulla trasformazione dei veicoli autonomi in un business in espansione\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra big tech in campo: Amazon. O meglio, Zoox, la sua controllata con sede a Foster City, California, acquisita nel 2020 per una cifra dichiarata di 1 miliardo di dollari, attiva dal 2014. Sta lavorando su un robotaxi senza volante n\u00e9 pedali, i cui test sulle strade pubbliche sono iniziati a febbraio. \u00ab\u00c8 progettata da zero per i clienti, non per un \u201cguidatore umano\u201d\u00bb, spiega Roberto Dlacic, l\u2019ingegnere che ha progettato la Renault tre volte campione del mondo di Formula E, oggi in Zoox. L\u2019obiettivo? Rendere le strade pi\u00f9 sicure. Il robotaxi di Zoox utilizza anche telecamere, radar e lidar come sensori ed \u00e8 costruito appositamente fin dall\u2019inizio per la guida autonoma. Da zero. Il risultato naturale dovrebbe essere un servizio pubblico, come Uber. L\u2019azienda californiana testa la sua tecnologia anche con veicoli tradizionali adattati come la Toyota Highlander. La lista dei player della guida autonoma potrebbe finire qui. I pi\u00f9 importanti costruttori, impegnati nel passaggio all\u2019elettrico (Bmw, MercedesBenz, Hyundai, Polestar), sono un gradino sotto i robotaxi: il livello 3, il primo a parziale automazione. E Tesla? Con il suo discusso Autopilot (per gli incidenti e i relativi processi) \u00e8 al livello 2. Quest\u2019anno il ceo Elon Musk ha rilanciato, parlando di veri progressi entro il 2024. Quando potremo vedere davvero auto a guida autonoma nelle nostre citt\u00e0? Secondo un recente studio del McKinsey Center for Future Mobility non prima del 2030 (attenzione, solo il 2% sul totale del parco circolante in uno scenario base oppure meno del 10% in uno scenario accelerato). Con maggiore certezza entro il 2035 (tra il 20 e il 25% nello scenario base, intorno al 50 nello scenario accelerato). \u00abLe funzionalit\u00e0 di guida autonoma &#8211; spiega Michele Bertoncello, partner McKinsey offriranno maggiori possibilit\u00e0 di trasporto condiviso in citt\u00e0, riducendo la congestione e lo spazio dedicato alle vetture \u201cnon in movimento\u201d, visto che una vettura privata tipicamente rimane inutilizzata il 96% del tempo, e implementando funzionalit\u00e0 che riducano significativamente gli incidenti\u00bb. Proprio entro il 2035, la guida autonoma potrebbe generare entrate tra i 300 e i 400 miliardi di dollari, sempre secondo McKinsey. E la maggiore sicurezza? La previsione degli esperti della Foundation for Traffic Safety di Washington \u00e8 che anche solo l\u2019utilizzo degli Adas pi\u00f9 avanzati consentirebbe di evitare il 40% delle vittime della strada entro il 2040. 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