{"id":5013,"date":"2024-02-07T10:47:04","date_gmt":"2024-02-07T09:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.borgo40.eu\/?p=5013"},"modified":"2024-02-07T10:55:40","modified_gmt":"2024-02-07T09:55:40","slug":"non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.borgo40.eu\/en\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/","title":{"rendered":"Non solo auto elettriche: la transizione \u00e8 digitale\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div>La tecnologia cambia la geografia industriale e nel settore entrano costruttori di smartphone e player come la cinese Xiaomi. L&#8217; automobile non \u00e8 certamente uno smartphone ed anche nell\u2019era digitale ed elettrica resta un oggetto complicato da progettare, sviluppare e produrre. Eppure le vetture elettriche ad alto tasso di digitalizzazione (e le cui intere funzioni sono governate da algoritmi secondo il paradigma del software defined vehicle) mostrano dinamiche tecniche e commerciali che ricalcano con un ordine di grandezza superiore quelle del mondo dell\u2019elettronica di consumo del mondo mobile. In primis la transizione non \u00e8 solo nel passaggio dal termico all\u2019elettrico, dai motori a benzina e a gasolio alle batterie. C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: la transizione \u00e8 digitale e prevede l\u2019adozione di paradigmi che si notano nel mondo dell\u2019elettronica, dei computer e degli smartphone. L\u2019auto, e lo si vede dai tanti modelli nuovi in arrivo, \u00e8 ora governata da un singolo sistema centrale, una sola madre di tutte: le centraline, al posto della miriade di moduli che la componevano fino ad oggi con enorme dispendio di microprocessori, sfruttati per poche funzioni, o addirittura una sola, e scarsa integrazione ed efficienza (che \u00e8 la chiave della sostenibilit\u00e0). Senza dimenticare i costi alti. \u00c8 stata Tesla per prima a scommettere su questo approccio teso al consolidamento dei sistemi digitali di bordo e in questo modo Adas, gestione batteria, infotainment e tanto altro \u201cgirano\u201d su un\u2019unica componente hardware e software centrale. Anche Bosch \u00e8 in questo filone del system on chip. In questo senso l\u2019auto diventa un po\u2019 uno smartphone, proprio perch\u00e9 dai device ha ereditato questo approccio integrato che tra l\u2019altro permette, grazie ai motori elettrici, anche innovative modalit\u00e0 di trazione con modelli in grado di traslare lateralmente o di girare su s\u00e9 stessi. E nella transizione digitale dell\u2019auto un punto focale \u00e8 dato dai sistemi di bordo dove i display dominano la plancia, talvolta con dubbi risultati in fatto di ergonomia: ragioni di costo (meno cavi, meno pulsanti) e di marketing, prediligono soluzioni a tutto touch, belle da vedere ma poco pratiche da usare. Alcune case, come Bmw stanno cercando un nuovo paradigma di interfaccia utente che non sia la mera introduzione di un tablet in plancia che \u00e8 comodo da usare sul divano ma certo non mentre si guida (eh, no: l\u2019auto senza volante \u00e8 rimasta nel mondo dei sogni e dello storytelling). Altri, invece, puntano sui comandi vocali e ci sta (fintanto che siamo da soli a bordo) mentre altri, come Mercedes e Stellantis, fanno salire a bordo l\u2019intelligenza artificiale con DS e Peugeot con le doti di ChatGpt. E il gruppo Vw ha fondato una societ\u00e0 ad hoc: AI Lab. Del resto, poteva il marketing delle Case non cavalcare l\u2019hype dell\u2019intelligenza artificiale in modo simile a quanto sta accadendo con l\u2019ultima generazione di smartphone? Device, questi, che sfruttano le potenzialit\u00e0 di Google Bard, come i Pixel 8 di Big G, o la variante di Samsung battezzata Galaxy Ai e presente su S24. Ma nella rotta di collisione tra auto e smartphone c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: ed \u00e8 l\u2019ingresso nell\u2019automotive da parte di costruttori di device. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello di Xiaomi che ha da poco lanciato la berlina sportiva elettrica SU7. Al di l\u00e0 della linea, bella ma poco originale, la macchina del brand cinese \u00e8 importante perch\u00e9 Xiaomi \u00e8 l\u2019unico player della tecnologia che possiede un ecosistema che spazia dai device personali (smartphone e tablet), alla domotica della smart home, fino ai monopattini. \u00c8 un<br \/>\nbrand nativamente digitale (con decine di prodotti) e anche dal punto di vista dell\u2019immagine di marca potrebbe, facendo leva sulle generazioni pi\u00f9 giovani, avere un vantaggio rispetto ad altri marchi consolidati o di nuova introduzione. Nella \u201csmartphonizzazione\u201d dell\u2019auto, Renault forse farebbe bene a portare in auge il brand Samsung Motors (che fu ceduto dal chaebol coreano nel 2000) magari con un patto con Samsung Electronics, che \u00e8 gi\u00e0 un forte player nell\u2019auto con la controllate Harman (elettronica e Adas e la sister company SDI (big delle batterie). Del resto, Honda lo fa con Sony e il brand di auto Afeela. e non va dimenticato il caso Foxcoon. E se nell\u2019auto stanno entrando i big player del tech la domanda che ci si pone \u00e8: \u201cChe fa Apple?\u201d Al momento la Mela sembra dormire profondamente, dopo anni di news, pi\u00f9 o meno fake, sull\u2019imminente arrivo della iCar, miliardi spesi nel fantomatico progetto Titan e rumors sulla possibilit\u00e0 di puntare sul software per la guida autonoma e l\u2019infotainment. Ma di queste tecnologie non v\u2019\u00e8 traccia.Il gigante dormiente deve decidere cosa fare da grande perch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita digitale oltre lo smartphone (e l\u2019iphone) e abita il \u201cPianeta Auto\u201d.<\/div>\n<div>https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SOLE-24-ORE-del-06-02-2024-Non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale-di-Mario-Cianflone-4.pdf<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tecnologia cambia la geografia industriale e nel settore entrano costruttori di smartphone e player come la cinese Xiaomi. L&#8217; automobile non \u00e8 certamente uno smartphone ed anche nell\u2019era digitale ed elettrica resta un oggetto complicato da progettare, sviluppare e produrre. Eppure le vetture elettriche ad alto tasso di digitalizzazione (e le cui intere funzioni sono governate da algoritmi secondo il paradigma del software defined vehicle) mostrano dinamiche tecniche e commerciali che ricalcano con un ordine di grandezza superiore quelle del mondo dell\u2019elettronica di consumo del mondo mobile. In primis la transizione non \u00e8 solo nel passaggio dal termico all\u2019elettrico, dai motori a benzina e a gasolio alle batterie. C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: la transizione \u00e8 digitale e prevede l\u2019adozione di paradigmi che si notano nel mondo dell\u2019elettronica, dei computer e degli smartphone. 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Altri, invece, puntano sui comandi vocali e ci sta (fintanto che siamo da soli a bordo) mentre altri, come Mercedes e Stellantis, fanno salire a bordo l\u2019intelligenza artificiale con DS e Peugeot con le doti di ChatGpt. E il gruppo Vw ha fondato una societ\u00e0 ad hoc: AI Lab. Del resto, poteva il marketing delle Case non cavalcare l\u2019hype dell\u2019intelligenza artificiale in modo simile a quanto sta accadendo con l\u2019ultima generazione di smartphone? Device, questi, che sfruttano le potenzialit\u00e0 di Google Bard, come i Pixel 8 di Big G, o la variante di Samsung battezzata Galaxy Ai e presente su S24. Ma nella rotta di collisione tra auto e smartphone c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: ed \u00e8 l\u2019ingresso nell\u2019automotive da parte di costruttori di device. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello di Xiaomi che ha da poco lanciato la berlina sportiva elettrica SU7. Al di l\u00e0 della linea, bella ma poco originale, la macchina del brand cinese \u00e8 importante perch\u00e9 Xiaomi \u00e8 l\u2019unico player della tecnologia che possiede un ecosistema che spazia dai device personali (smartphone e tablet), alla domotica della smart home, fino ai monopattini. \u00c8 un brand nativamente digitale (con decine di prodotti) e anche dal punto di vista dell\u2019immagine di marca potrebbe, facendo leva sulle generazioni pi\u00f9 giovani, avere un vantaggio rispetto ad altri marchi consolidati o di nuova introduzione. Nella \u201csmartphonizzazione\u201d dell\u2019auto, Renault forse farebbe bene a portare in auge il brand Samsung Motors (che fu ceduto dal chaebol coreano nel 2000) magari con un patto con Samsung Electronics, che \u00e8 gi\u00e0 un forte player nell\u2019auto con la controllate Harman (elettronica e Adas e la sister company SDI (big delle batterie). Del resto, Honda lo fa con Sony e il brand di auto Afeela. e non va dimenticato il caso Foxcoon. E se nell\u2019auto stanno entrando i big player del tech la domanda che ci si pone \u00e8: \u201cChe fa Apple?\u201d Al momento la Mela sembra dormire profondamente, dopo anni di news, pi\u00f9 o meno fake, sull\u2019imminente arrivo della iCar, miliardi spesi nel fantomatico progetto Titan e rumors sulla possibilit\u00e0 di puntare sul software per la guida autonoma e l\u2019infotainment. 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L\u2019auto, e lo si vede dai tanti modelli nuovi in arrivo, \u00e8 ora governata da un singolo sistema centrale, una sola madre di tutte: le centraline, al posto della miriade di moduli che la componevano fino ad oggi con enorme dispendio di microprocessori, sfruttati per poche funzioni, o addirittura una sola, e scarsa integrazione ed efficienza (che \u00e8 la chiave della sostenibilit\u00e0). Senza dimenticare i costi alti. \u00c8 stata Tesla per prima a scommettere su questo approccio teso al consolidamento dei sistemi digitali di bordo e in questo modo Adas, gestione batteria, infotainment e tanto altro \u201cgirano\u201d su un\u2019unica componente hardware e software centrale. Anche Bosch \u00e8 in questo filone del system on chip. In questo senso l\u2019auto diventa un po\u2019 uno smartphone, proprio perch\u00e9 dai device ha ereditato questo approccio integrato che tra l\u2019altro permette, grazie ai motori elettrici, anche innovative modalit\u00e0 di trazione con modelli in grado di traslare lateralmente o di girare su s\u00e9 stessi. E nella transizione digitale dell\u2019auto un punto focale \u00e8 dato dai sistemi di bordo dove i display dominano la plancia, talvolta con dubbi risultati in fatto di ergonomia: ragioni di costo (meno cavi, meno pulsanti) e di marketing, prediligono soluzioni a tutto touch, belle da vedere ma poco pratiche da usare. Alcune case, come Bmw stanno cercando un nuovo paradigma di interfaccia utente che non sia la mera introduzione di un tablet in plancia che \u00e8 comodo da usare sul divano ma certo non mentre si guida (eh, no: l\u2019auto senza volante \u00e8 rimasta nel mondo dei sogni e dello storytelling). Altri, invece, puntano sui comandi vocali e ci sta (fintanto che siamo da soli a bordo) mentre altri, come Mercedes e Stellantis, fanno salire a bordo l\u2019intelligenza artificiale con DS e Peugeot con le doti di ChatGpt. E il gruppo Vw ha fondato una societ\u00e0 ad hoc: AI Lab. Del resto, poteva il marketing delle Case non cavalcare l\u2019hype dell\u2019intelligenza artificiale in modo simile a quanto sta accadendo con l\u2019ultima generazione di smartphone? Device, questi, che sfruttano le potenzialit\u00e0 di Google Bard, come i Pixel 8 di Big G, o la variante di Samsung battezzata Galaxy Ai e presente su S24. Ma nella rotta di collisione tra auto e smartphone c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: ed \u00e8 l\u2019ingresso nell\u2019automotive da parte di costruttori di device. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello di Xiaomi che ha da poco lanciato la berlina sportiva elettrica SU7. Al di l\u00e0 della linea, bella ma poco originale, la macchina del brand cinese \u00e8 importante perch\u00e9 Xiaomi \u00e8 l\u2019unico player della tecnologia che possiede un ecosistema che spazia dai device personali (smartphone e tablet), alla domotica della smart home, fino ai monopattini. \u00c8 un brand nativamente digitale (con decine di prodotti) e anche dal punto di vista dell\u2019immagine di marca potrebbe, facendo leva sulle generazioni pi\u00f9 giovani, avere un vantaggio rispetto ad altri marchi consolidati o di nuova introduzione. Nella \u201csmartphonizzazione\u201d dell\u2019auto, Renault forse farebbe bene a portare in auge il brand Samsung Motors (che fu ceduto dal chaebol coreano nel 2000) magari con un patto con Samsung Electronics, che \u00e8 gi\u00e0 un forte player nell\u2019auto con la controllate Harman (elettronica e Adas e la sister company SDI (big delle batterie). Del resto, Honda lo fa con Sony e il brand di auto Afeela. e non va dimenticato il caso Foxcoon. E se nell\u2019auto stanno entrando i big player del tech la domanda che ci si pone \u00e8: \u201cChe fa Apple?\u201d Al momento la Mela sembra dormire profondamente, dopo anni di news, pi\u00f9 o meno fake, sull\u2019imminente arrivo della iCar, miliardi spesi nel fantomatico progetto Titan e rumors sulla possibilit\u00e0 di puntare sul software per la guida autonoma e l\u2019infotainment. 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L&#8217; automobile non \u00e8 certamente uno smartphone ed anche nell\u2019era digitale ed elettrica resta un oggetto complicato da progettare, sviluppare e produrre. Eppure le vetture elettriche ad alto tasso di digitalizzazione (e le cui intere funzioni sono governate da algoritmi secondo il paradigma del software defined vehicle) mostrano dinamiche tecniche e commerciali che ricalcano con un ordine di grandezza superiore quelle del mondo dell\u2019elettronica di consumo del mondo mobile. In primis la transizione non \u00e8 solo nel passaggio dal termico all\u2019elettrico, dai motori a benzina e a gasolio alle batterie. C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: la transizione \u00e8 digitale e prevede l\u2019adozione di paradigmi che si notano nel mondo dell\u2019elettronica, dei computer e degli smartphone. L\u2019auto, e lo si vede dai tanti modelli nuovi in arrivo, \u00e8 ora governata da un singolo sistema centrale, una sola madre di tutte: le centraline, al posto della miriade di moduli che la componevano fino ad oggi con enorme dispendio di microprocessori, sfruttati per poche funzioni, o addirittura una sola, e scarsa integrazione ed efficienza (che \u00e8 la chiave della sostenibilit\u00e0). Senza dimenticare i costi alti. \u00c8 stata Tesla per prima a scommettere su questo approccio teso al consolidamento dei sistemi digitali di bordo e in questo modo Adas, gestione batteria, infotainment e tanto altro \u201cgirano\u201d su un\u2019unica componente hardware e software centrale. Anche Bosch \u00e8 in questo filone del system on chip. In questo senso l\u2019auto diventa un po\u2019 uno smartphone, proprio perch\u00e9 dai device ha ereditato questo approccio integrato che tra l\u2019altro permette, grazie ai motori elettrici, anche innovative modalit\u00e0 di trazione con modelli in grado di traslare lateralmente o di girare su s\u00e9 stessi. E nella transizione digitale dell\u2019auto un punto focale \u00e8 dato dai sistemi di bordo dove i display dominano la plancia, talvolta con dubbi risultati in fatto di ergonomia: ragioni di costo (meno cavi, meno pulsanti) e di marketing, prediligono soluzioni a tutto touch, belle da vedere ma poco pratiche da usare. Alcune case, come Bmw stanno cercando un nuovo paradigma di interfaccia utente che non sia la mera introduzione di un tablet in plancia che \u00e8 comodo da usare sul divano ma certo non mentre si guida (eh, no: l\u2019auto senza volante \u00e8 rimasta nel mondo dei sogni e dello storytelling). Altri, invece, puntano sui comandi vocali e ci sta (fintanto che siamo da soli a bordo) mentre altri, come Mercedes e Stellantis, fanno salire a bordo l\u2019intelligenza artificiale con DS e Peugeot con le doti di ChatGpt. E il gruppo Vw ha fondato una societ\u00e0 ad hoc: AI Lab. Del resto, poteva il marketing delle Case non cavalcare l\u2019hype dell\u2019intelligenza artificiale in modo simile a quanto sta accadendo con l\u2019ultima generazione di smartphone? Device, questi, che sfruttano le potenzialit\u00e0 di Google Bard, come i Pixel 8 di Big G, o la variante di Samsung battezzata Galaxy Ai e presente su S24. Ma nella rotta di collisione tra auto e smartphone c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: ed \u00e8 l\u2019ingresso nell\u2019automotive da parte di costruttori di device. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello di Xiaomi che ha da poco lanciato la berlina sportiva elettrica SU7. Al di l\u00e0 della linea, bella ma poco originale, la macchina del brand cinese \u00e8 importante perch\u00e9 Xiaomi \u00e8 l\u2019unico player della tecnologia che possiede un ecosistema che spazia dai device personali (smartphone e tablet), alla domotica della smart home, fino ai monopattini. \u00c8 un brand nativamente digitale (con decine di prodotti) e anche dal punto di vista dell\u2019immagine di marca potrebbe, facendo leva sulle generazioni pi\u00f9 giovani, avere un vantaggio rispetto ad altri marchi consolidati o di nuova introduzione. Nella \u201csmartphonizzazione\u201d dell\u2019auto, Renault forse farebbe bene a portare in auge il brand Samsung Motors (che fu ceduto dal chaebol coreano nel 2000) magari con un patto con Samsung Electronics, che \u00e8 gi\u00e0 un forte player nell\u2019auto con la controllate Harman (elettronica e Adas e la sister company SDI (big delle batterie). Del resto, Honda lo fa con Sony e il brand di auto Afeela. e non va dimenticato il caso Foxcoon. E se nell\u2019auto stanno entrando i big player del tech la domanda che ci si pone \u00e8: \u201cChe fa Apple?\u201d Al momento la Mela sembra dormire profondamente, dopo anni di news, pi\u00f9 o meno fake, sull\u2019imminente arrivo della iCar, miliardi spesi nel fantomatico progetto Titan e rumors sulla possibilit\u00e0 di puntare sul software per la guida autonoma e l\u2019infotainment. Ma di queste tecnologie non v\u2019\u00e8 traccia.Il gigante dormiente deve decidere cosa fare da grande perch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita digitale oltre lo smartphone (e l\u2019iphone) e abita il \u201cPianeta Auto\u201d. https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/SOLE-24-ORE-del-06-02-2024-Non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale-di-Mario-Cianflone-4.pdf","og_url":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/","og_site_name":"Borgo 4.0","article_published_time":"2024-02-07T09:47:04+00:00","article_modified_time":"2024-02-07T09:55:40+00:00","og_image":[{"width":300,"height":168,"url":"https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/auto-connesse-interni.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Mariagrazia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Written by":"Mariagrazia","Est. reading time":"5 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/"},"author":{"name":"Mariagrazia","@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/#\/schema\/person\/0f66481af9622dd0c697bd65821a8a84"},"headline":"Non solo auto elettriche: la transizione \u00e8 digitale\u00a0","datePublished":"2024-02-07T09:47:04+00:00","dateModified":"2024-02-07T09:55:40+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/"},"wordCount":801,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.borgo40.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/auto-connesse-interni.jpg","articleSection":["Scenarios articles"],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/","url":"https:\/\/www.borgo40.eu\/non-solo-auto-elettriche-la-transizione-e-digitale\/","name":"Non solo auto elettriche: la transizione \u00e8 digitale\u00a0 - 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